mercoledì , 29 Giugno 2022
Il comportamento della regina
Foto di Luca Mazzocchi.

Primo tentativo di valutazione comparata di regine ligustiche autoctone in Piemonte

Da anni in Piemonte il panorama complessivo dell’apicoltura e delle regine selezionate o riprodotte si presenta abbastanza eterogeneo con estrema variabilità da zona a zona. Sicuramente non si può sostenere che vi sia ad oggi una prevalenza netta di ligustica se non in alcuni areali ben caratterizzati. Nelle zone più difficili e con climi tipicamente più montani la diffusione delle regine carniche e delle buckfast è sembrata divenire negli ultimi anni la strada più breve e più semplice per ottenere risultati garantiti

Nel corso del 2011 alcuni apicoltori professionisti piemontesi, soci di Aspromiele, convinti della validità delle loro regine ligustiche, hanno deciso di intraprendere un percorso comune non tanto nella selezione quanto piuttosto nella valutazione delle loro regine in diverse situazioni ambientali. La consapevolezza che la genetica è profondamente legata all’ambiente in cui la selezione naturale si è esplicata per millenni ha convinto questi apicoltori iscritti all’albo ad iniziare un percorso in cui oltre a tutti gli elementi di valutazione delle regine (già considerati da ogni allevatore) vi fosse prima di tutto l’elemento comune della territorialità. Si è quindi ipotizzato un progetto di lavoro in cui ciascuno degli allevatori mette a disposizione dei colleghi almeno 5 regine per ogni linea da testare. Si assiste dunque ad uno scambio di regine ligustiche che ciascun allevatore ritiene particolarmente valide per il proprio tipo di apicoltura e per le proprie zone e queste regine vengono affidate ai colleghi piemontesi per capire quanto siano stabili nei loro comportamenti e se le differenze meteo territoriali a livello regionale e le diverse condizioni ambientali possano in qualche modo influire in modo significativo nelle valutazioni.

Per ampliare le possibilità di comparazione dei comportamenti si sono fatti due tipi di aggiunte alle regine appena considerate ovvero si è scelto un altro allevatore iscritto all’albo che fornisse lo stesso numero di regine sorelle provenienti da un’altra regione ma con caratteristiche territoriali comparabili ed inverni climaticamente simili. La seconda aggiunta riguarda invece un materiale completamente diverso e proveniente dalla selezione fatta da anni in Piemonte sulle regine igieniche. Queste regine però, pur essendo ligustiche al 100%, non sono state usate in purezza di linea bensì nei loro incroci con fuchi di altre linee sempre igieniche di un altro allevatore piemontese aderente al progetto con caratteristiche produttive marcate. In tal modo si è voluto introdurre un maggior legame territoriale proveniente dai suddetti fuchi e derivante comunque da areali piemontesi diversi e nello stesso tempo rinsaldare la caratteristica dell’igienicità mediante incrocio tra linee non parenti.

Tutte le regine ora considerate e scambiate tra gli allevatori nei mesi di luglio e agosto sono state utilizzate per costituire nuclei omogenei nella composizione iniziale (secondo le normali pratiche apistiche di ciascuno) ed ogni apicoltore ha provveduto a collocarli nello stesso apiario di svernamento, ad eseguire i consueti trattamenti antivarroa e a nutrire se necessario. Gli unici vincoli sono dunque la medesima collocazione dopo la formazione e le stesse modalità di gestione annotando su apposita scheda le operazioni eseguite su ciascuno. A fine inverno 2012 ogni famiglia superstite sarà valutata per quanto riguarda il consumo delle scorte, la popolazione, la velocità di sviluppo nonché in modo approfondito sulla presenza di eventuali patologie.

E’ importante sottolineare che il gruppo di lavoro lascerà la gestione delle famiglie al singolo apicoltore (con annotazione puntuale di quando e quanto venga fatto) ma la valutazione comparativa delle stesse sarà affidata ad un tecnico Aspromiele di comprovata esperienza che possa esprimere il suo giudizio in modo univoco ed imparziale. Questo lavoro ambizioso parte in sordina ed in estrema semplicità come modo per valutare in modo serio la qualità del materiale genetico proprio e di altri allevatori nelle proprie condizioni meteoclimatiche.

L’aspetto da evidenziare è altresì la disponibilità degli allevatori nel mettere a disposizione dei colleghi parte del proprio materiale genetico per un lavoro congiunto che possa in un prossimo futuro portare a successivi lavori di selezione eventualmente con l’aiuto della fecondazione artificiale. Si sottolinea inoltre il tentativo di ricercare in modo unitario un criterio di valutazione oggettivo e territoriale e la volontà comune di iniziare a confrontare il patrimonio genetico territoriale al fine di effettuare una valutazione comparativa.

Gabriele Milli, Presidente Associazione Italiana Allevatori Api Regine.

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