martedì , 5 Maggio 2026
Prepararsi all'inverno: le chiavi per garantire la sopravvivenza della colonia di api
Nuclei sotto la neve. Foto di Alessandro Sciarillo

Prepararsi all’inverno: le chiavi per garantire la sopravvivenza della colonia di api

L‘inverno rappresenta la fase fisiologicamente più impegnativa del ciclo annuale delle colonie di api. Con l’allevamento della covata interrotta e l’impossibilità di cercare cibo, la sopravvivenza dipende interamente dalle risorse interne e dall’efficienza energetica. La colonia deve mantenere una temperatura interna stabile di circa 35 °C nonostante le condizioni esterne, affidandosi esclusivamente al miele immagazzinato e al calore metabolico prodotto dal gruppo.

Tre pilastri fondamentali garantiscono il successo durante lo svernamento: riserve energetiche, allocazione dello spazio e salute sanitaria. Questi fattori interdipendenti determinano direttamente se una colonia riesce a conservare energia sufficiente per rimanere vitale fino alla primavera successiva. L’ottimizzazione di questa triade è, quindi, diventata un pilastro delle moderne strategie di gestione apistica, volte a ridurre le perdite invernali (Döke et al., 2015; Gray et al., 2024)¹ ².

Dinamica energetica in inverno

L’ammasso invernale rappresenta l’unità anatomica e funzionale per la termoregolazione di una colonia di api mellifere. Le api operaie formano una sfera compatta che si contrae ed espande a seconda della temperatura ambiente, concentrando il calore nell’area della covata o nel nucleo centrale. Il calore metabolico deriva dall’ossidazione dei carboidrati presenti nel miele, principalmente attraverso le vigorose contrazioni muscolari dei muscoli del volo toracico, un processo che consuma significative riserve energetiche (Jones et al., 2007) 3.

Le dimensioni della colonia e le condizioni fisiologiche delle operaie sono cruciali. Le colonie che svernano negli alveari Dadant mantengono generalmente una popolazione di api adulte compresa tra 15.000 e 20.000 individui all’inizio dell’inverno. Questa dimensione della popolazione garantisce una massa termica sufficiente per un’efficace ritenzione del calore, fondamentale per la sopravvivenza invernale nelle regioni temperate. Gli studi confermano che i tassi di sopravvivenza delle colonie aumentano notevolmente quando le popolazioni invernali rimangono al di sopra di questa soglia, mentre i glomeri più piccoli sono più suscettibili allo stress da freddo e alla fame (DeGrandi-Hoffman et al., 2025; van Dooremalen et al., 2012; Rajagopalan et al., 2024) 4-6 e necessitano di maggiore attenzione per superare questo periodo (alimentazione e monitoraggio).

I corpi grassi svolgono un duplice ruolo: come riserve di energia e come regolatori immunitari; il loro esaurimento è strettamente correlato ai fallimenti durante l’inverno (Döke et al., 2015; Brodschneider & Crailsheim, 2010) 1, 7. Maggiore è la condizione fisica delle api invernali, maggiore sarà la resilienza invernale della colonia.

Prepararsi all'inverno: le chiavi per garantire la sopravvivenza della colonia di api
Panoramica dell’alveare in inverno.

Gestione delle riserve

Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, il nettare e il polline disponibili nell’ambiente diminuiscono, e le colonie di api mellifere iniziano a prepararsi per l’inverno. I fuchi, che non contribuiscono più alla colonia, vengono espulsi per ridurre il consumo energetico non necessario. Allo stesso tempo, il gruppo invernale si contrae e il numero di api adulte diminuisce, poiché le api invernali, longeve, sostituiscono la generazione estiva, di breve durata.

Per un’arnia Dadant standard, si consiglia agli apicoltori di assicurarsi che siano disponibili almeno 15-20 kg di scorte di miele per l’inverno, corrispondenti a tre o quattro telaini completamente opercolati su entrambi i lati (4-5 kg per telaino). Questa raccomandazione è supportata da studi scientifici condotti in zone temperate; nelle regioni settentrionali o in inverni particolarmente rigidi, potrebbero essere necessarie riserve maggiori (DeGrandi-Hoffman et al., 2025; Jones et al., 2007) 3-4.

Il consumo delle riserve durante l’inverno è significativamente influenzato dalle temperature fluttuanti, che costringono il glomere a rompersi e riformarsi ripetutamente, aumentando così il fabbisogno energetico (DeGrandi-Hoffman et al., 2025) 3. Il compito dell’apicoltore è duplice: in primo luogo, ottimizzare la compattezza dell’alveare e l’efficienza dello spazio per ridurre la perdita di calore, rimuovendo i favi vuoti e gestendo la posizione del glomere. In secondo luogo, verificare che le riserve siano adeguate, integrando l’alimentazione (sciroppo di zucchero denso in autunno,  o candito in inverno) quando necessario. Questo approccio garantisce che il glomere possa accedere facilmente alle riserve quando la mobilità è limitata dal freddo.

Possono essere forniti sostituti di polline e proteine, soprattutto se le risorse floreali autunnali sono insufficienti, poiché supportano il sistema antiossidante e migliorano la longevità delle api invernali (Brodschneider & Crailsheim, 2010; García-Vicente et al., 2024) 7, 8. Il monitoraggio delle riserve, tramite pesate regolari o bilance per alveari, aiuta gli apicoltori a intervenire prima che la fame diventi imminente, salvaguardando la continuità energetica della colonia (APHA, 2021) 9.

Garantire la salute delle api attraverso l'alimentazione e la nutrizione
Sostegno proteico per le api

Ottimizzazione dello spazio dell’alveare

La gestione spaziale di un’arnia Dadant dovrebbe iniziare subito dopo l’ultimo raccolto. È essenziale rimuovere tutti i melari, dopo aver permesso alle api di ripulire le scorte rimanenti, per evitare che volumi inutili si surriscaldino. Il processo include la preparazione di pannelli o divisori per i telaini di appoggio, il graduale restringimento della colonia da una media di otto telaini fino a un numero ideale di cinque o sei telaini occupati, la compattazione delle api e la limitazione dello spazio aereo che devono termoregolare. Questo consolidamento dovrebbe essere progressivo e tener conto della robustezza della colonia, assicurandosi sempre che eventuali difetti nella lavorazione del legno o un isolamento inadeguato vengano corretti per prevenire dispersioni di calore (DeGrandi-Hoffman et al., 2025) 4.

L’uso efficiente dello spazio disponibile non solo preserva l’energia, ma facilita anche l’accesso alle scorte. I telaini devono essere posizionati direttamente adiacenti al gruppo di api, consentendo un rapido accesso per il consumo durante l’inverno. I favi vuoti devono essere rimossi per evitare che il glomere si espanda e perda coesione termica. Inoltre, ridurre l’ingresso dell’alveare dopo la raccolta diminuisce la minaccia di predatori e roditori durante i mesi più freddi e aiuta a preservare il calore interno. Allo stesso tempo, blocchi aderenti e pareti esterne solide sono fondamentali per prevenire correnti d’aria eccessive perdite di calore (Betterbee, 2023) 10.

Mantenere un equilibrio ottimale tra calore e umidità è cruciale per lo svernamento delle colonie di api mellifere. Mentre un isolamento termico solido conserva il calore all’interno dell’alveare, una ventilazione adeguata, come l’uso di pannelli di fondo schermati e chiudibili all’occorrenza, previene l’accumulo eccessivo di umidità, che può causare freddo e malattie. Un’efficace circolazione dell’aria riduce al minimo la condensa, consentendo all’aria umida di fuoriuscire senza eccessive perdite di calore. Questa ventilazione controllata garantisce che la colonia rimanga asciutta e calda, favorendone la salute durante tutto l’inverno (Brodschneider & Crailsheim, 2010) 7.

Gestione sanitaria

Il successo dello svernamento dipende tanto dalla salute della colonia quanto dall’alimentazione e dallo spazio. Il controllo della Varroa destructor prima dell’emergenza delle api invernali è fondamentale, poiché le api parassitate presentano un accumulo di grasso corporeo ridotto e una durata di vita inferiore. I trattamenti autunnali devono coincidere con l’allevamento di questi individui longevi per garantirne la resilienza fisiologica.

Gli approcci di gestione integrata dei parassiti (IPM), che combinano strumenti meccanici, chimici e biotecnologici, restano la pietra angolare della preparazione invernale sostenibile (Gray et al., 2024; Jack CJ, Ellis JD, 2021) 2, 11. Le applicazioni tempestive di acaricidi, l’interruzione della covata e la selezione genetica per i tratti igienici contribuiscono direttamente a ridurre la mortalità durante l’inverno.

Conclusione

La sopravvivenza invernale delle api è un processo multifattoriale, governato dalla sinergia tra nutrizione, struttura dell’alveare e salute. Una gestione energetica ottimale non deriva da un singolo intervento, ma da una comprensione integrata di come interagiscono riserve, spazio e condizioni sanitarie. Monitoraggio proattivo, strategie di alimentazione informate e una gestione disciplinata dei parassiti migliorano sostanzialmente la resilienza agli stress invernali.

Il mantenimento di questi tre pilastri non solo garantisce il risparmio energetico, ma rafforza anche la vitalità della colonia per la stagione successiva, trasformando l’inverno da una sfida per la sopravvivenza a una base per il rinnovamento primaverile.

Fonte: veto-pharma

<strong>Riferimenti bibliografici</strong>

  1. Döke MA, Frazier M, Grozinger CM. Overwintering honey bees: biology and management. Curr Opin Insect Sci. 2015 Aug;10:185-193. doi: 10.1016/j.cois.2015.05.014. Epub 2015 Jun 12. PMID: 29588007.
  2. Darcy Gray, Sarah Goslee, Melanie Kammerer, Christina M Grozinger, Effective pest management approaches can mitigate honey bee (Apis mellifera) colony winter loss across a range of weather conditions in small-scale, stationary apiaries, Journal of Insect Science, Volume 24, Issue 3, May 2024, 15.
  3. Jones, J.C.; Oldroyd, B.P. Nest Thermoregulation in Social Insects.  Ins. Physiol.200733, 153–191
  4. DeGrandi-Hoffman, G.; Graham, H.; Corby-Harris, V.; Chambers, M.; Watkins-deJong, E.; Ihle, K.; Bilodeau, L. Adapting Overwintering Honey Bee (Apis mellifera L.) Colony Management in Response to Warmer Fall Temperatures Associated with Climate Change. Insects 2025, 16, 266.
  5. van Dooremalen C, Gerritsen L, Cornelissen B, van der Steen JJ, van Langevelde F, Blacquière T. Winter survival of individual honey bees and honey bee colonies depends on level of Varroa destructor infestation. PLoS One. 2012;7(4):e36285. doi: 10.1371/journal.pone.0036285. Epub 2012 Apr 27. PMID: 22558421; PMCID: PMC3338694.
  6. Rajagopalan, D.E.K., et al. (2024). Warmer autumns and winters could reduce honey bee overwintering success. Nature, 624(7982), 522-529.
  7. Brodschneider, R., & Crailsheim, K. (2010). Nutrition and health in honey bees. Apidologie, 41(3), 278-294. https://doi.org/10.1051/apido/2010012.
  8. García-Vicente EJ, Martín M, Rey-Casero I, Pérez A, Martín J, García A, Alonso JM, Risco D. Effects of feeding with a protein liquid supplement on productivity, mortality and health of Apis mellifera hives in southwestern Spain. Res Vet Sci. 2024 Mar;169:105173. doi: 10.1016/j.rvsc.2024.105173. Epub 2024 Feb 6. PMID: 38335895.
  9. APHA, 2021, https://www.nationalbeeunit.com/assets/PDFs/3_Resources_for_beekeepers/Fact_Sheets/Fact_19_Preparing_your_hives_for_winter.pdf
  10. https://www.betterbee.com/instructions-and-resources/10-point-pre-winter-hive-checklist.asp
  11. Jack CJ, Ellis JD. Integrated Pest Management Control of Varroa destructor (Acari: Varroidae), the Most Damaging Pest of (Apis mellifera L. (Hymenoptera: Apidae)) Colonies. J Insect Sci. 2021 Sep 1;21(5):6. doi: 10.1093/jisesa/ieab058. PMID: 34536080; PMCID: PMC8449538.

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