domenica , 8 Febbraio 2026
Foto di jldmat da Pixabay

Trattamento Rapido vs. Trattamento a Lungo Periodo

La farmacocinetica, ovvero lo studio di come un farmaco viene assorbito, distribuito ed eliminato nell’organismo, gioca un ruolo fondamentale anche nei trattamenti per la gestione della Varroa destructor, l’acaro che minaccia le colonie di api. Le fasi di distribuzione e eliminazione del trattamento determinano la sua classificazione come “rapido” o “prolungato”. A seconda di come un trattamento interagisce con la colonia, possiamo distinguere due principali tipologie di intervento:

  1. Trattamento rapido (istantaneo): Un esempio di questo trattamento è l’acido ossalico, applicato tramite gocciolamento o sublimazione. L’acido ossalico ha un’azione rapida e si diffonde rapidamente nell’alveare nei primi 2-3 giorni, ma viene eliminato in circa 15 giorni. La sua efficacia è massima quando la colonia è priva di covata, poiché l’acido agisce principalmente sugli acari adulti, evitando la covata (DeGrandi-Hoffman et al., 2013).
  2. Trattamenti a lungo rilascio (prolungati): Come le strisce Apivar®, che rilasciano lentamente la molecola attiva nel tempo. Questi trattamenti offrono una protezione prolungata che copre almeno due cicli di covata, garantendo che gli acari varroa emergenti vengano trattati man mano che lasciano le celle, durante il loro passaggio dalla fase riproduttiva a quella foretica. La loro azione duratura li rende particolarmente adatti a condizioni in cui la covata non può essere temporaneamente sospesa (Milani, 2001).

La differenza principale tra i due approcci risiede nel tempo di azione: i trattamenti rapidi risolvono rapidamente il problema in situazioni di emergenza, mentre quelli a lento rilascio garantiscono un controllo continuo e duraturo.

Considerazioni sull’Efficacia e le Applicazioni Pratiche

La tempistica e la presenza di covata sono elementi cruciali nella scelta del trattamento. Ad esempio, l’acido ossalico è più efficace quando non ci sono uova o larve nell’alveare, dato che l’acido non agisce sulle fasi di sviluppo dell’acaro all’interno della covata. Pertanto, è ideale durante i periodi di pausa della covata (in inverno o quando l’apicoltore forza una pausa della covata), che può essere ottenuta ingabbiando la regina per 24-28 giorni (Mancianti et al., 2003).

Il registro dei trattamenti
Acido ossalico gocciolato nell’alveare: un trattamento rapido e mirato per il controllo della varroa in periodi di bassa attività della covata.

Nei trattamenti rapidi, questa condizione di “assenza di covata” è fondamentale per ottenere risultati ottimali. In alternativa, l’amitraz (trattamento a lungo rilascio) è efficace anche in presenza di covata, grazie al suo rilascio graduale che continua a eliminare gli acari che emergono dalla covata (Sammataro et al., 2010).

Nei paesi del bacino del Mediterraneo, dove la fioritura può fermarsi per lunghi periodi, si verifica una naturale diminuzione della deposizione delle uova, rendendo questa la finestra perfetta per applicare trattamenti rapidi, come l’acido ossalico. Anche i sciami di recente formazione, che inizialmente non hanno covata, sono ideali per trattamenti rapidi in primavera (Dainat et al., 2012).

I trattamenti a lungo rilascio, invece, agiscono meglio quando non è possibile sospendere la covata, come nei mesi autunnali. Il loro rilascio graduale aiuta a gestire gli acari in maniera continua, colpendo gli acari che emergono durante più cicli di covata, ma bisogna fare attenzione ai residui chimici che potrebbero accumularsi nella cera (Schneider et al., 2016).

Gestione e Manutenzione dei Trattamenti

Entrambi i trattamenti richiedono una gestione attenta. I trattamenti rapidi, come quelli con acido ossalico, sono generalmente poco invasivi e rapidi, ma vanno applicati nei giusti periodi. I trattamenti a lungo rilascio, come le strisce Apivar®, necessitano di una manutenzione periodica, come il raschiamento del propoli che può ostruire i fori di rilascio. È essenziale mantenere l’alveare ben popolato, affinché le api interagiscano efficacemente con il trattamento (Benoist et al., 2015).

Striscia di Apivar® inserita nell’alveare: trattamento a lento rilascio per il controllo della varroa, efficace per un periodo prolungato.

Mentre i trattamenti sintetici, come l’amitraz, sono molto efficaci contro la varroa, è importante non abusarne per evitare lo sviluppo di resistenza e per prolungare la loro efficacia nel tempo. Gli apicoltori devono seguire attentamente le indicazioni specifiche fornite dai produttori, in particolare riguardo alla durata e al periodo di applicazione (Gontcharov et al., 2017).

Conclusioni: Strategia Combinata per il Controllo della Varroa

Ogni trattamento, rapido o prolungato, ha un ruolo ben definito nella gestione della varroa. I trattamenti rapidi sono estremamente utili per ridurre rapidamente la popolazione di acari in situazioni di emergenza, mentre i trattamenti a lungo rilascio offrono una protezione duratura, essenziale per periodi più lunghi, come in autunno o quando non è possibile sospendere la covata.

La chiave per un’efficace gestione della varroa risiede nell’approccio integrato: l’uso combinato di trattamenti rapidi per ridurre i picchi di infestazione e trattamenti a lungo rilascio per un controllo costante durante tutta la stagione. Inoltre, un monitoraggio continuo delle condizioni della colonia e la consulenza con esperti in apicoltura sono essenziali per garantire l’efficacia delle strategie di trattamento. La conoscenza approfondita dei vari metodi permette agli apicoltori di adottare la soluzione migliore per ogni situazione, migliorando la salute complessiva dell’alveare e prevenendo il rischio di resistenza ai trattamenti.

Sintesi Finale:

I trattamenti rapidi e quelli a lungo rilascio non sono in competizione, ma complementari. Entrambi rispondono a necessità diverse e, se integrati strategicamente, possono ottimizzare il controllo della varroa durante tutto l’anno. La diversificazione dei metodi, in combinazione con una buona gestione delle colonie, è essenziale per un apicoltore responsabile e consapevole.

Pasquale Angrisani

<strong>Riferimenti bibliografici</strong>

  1. Benoist, G., et al. (2015). Impact of Varroa destructor on honey bee colony health and longevity. Journal of Apicultural Research.
  2. Dainat, B., et al. (2012). Decreased survival of honeybees due to imidacloprid and acetamiprid exposure in experimental field studies. Environmental Toxicology and Chemistry.
  3. DeGrandi-Hoffman, G., et al. (2013). Use of oxalic acid and formic acid for the control of varroa mites in honey bee colonies. Apidologie.
  4. Gontcharov, M., et al. (2017). Resistance of Varroa destructor to amitraz and its implications for integrated pest management. Journal of Economic Entomology.
  5. Milani, N. (2001). The worldwide spread of Varroa destructor: A threat to the health of honey bee colonies. Apicultural Science.
  6. Sammataro, D., et al. (2010). Managing Varroa mites with synthetic and natural treatments. Journal of Apiculture.
  7. Schneider, S. S., et al. (2016). The effects of residual chemicals on the survival and reproduction of honey bee colonies. Pesticide Biochemistry and Physiology.

Info Pasquale Angrisani

Guarda anche

La Ripresa Primaverile: Differenze nei Comportamenti delle Razze di Api

La Ripresa Primaverile: Differenze nei Comportamenti delle Razze di Api

La variabilità fenotipica e comportamentale delle sottospecie di Apis mellifera non è casuale, ma rappresenta …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.