mercoledì , 29 Giugno 2022
lavori a dicembre in apicoltura

Un buon invernamento per le nostre api

Quando i primi freddi saranno arrivati, piano piano le api si ritireranno restringendosi in mezzo al nido oppure su uno dei due lati dell’arnia e lasciando liberi i restanti favi; questo è il momento di procedere al loro invernamento.

In una bella giornata di sole, senza vento, occorre dunque recarsi all’apiario muniti del materiale necessario per eseguire questa operazione. Accendete l’affumicatore e procedete come se si trattasse di una normale visita. Sollevato il coprifavo, iniziate ad asportare i telaini dal lato in cui non vi sono più api. Riponeteli in una cassetta munita di coperchio. Qualora vi fosse ancora qualche ape sui favi prelevati, aiutarsi con la spazzola.

Man mano che si preleva un telaino, esaminatelo attentamente per vedere se contiene o meno una certa quantità di polline e, se così fosse, lasciatelo nel nido.

Prelevati i primi due o tre telaini, fate scalare tutti gli altri, dando un’occhiata per valutare la provvista contenuta in ciascuno di essi. Generalmente si possono comodamente prelevare quattro telaini e a volte anche più, tutto dipende dalla forza della colonia. Dovrete far si che la colonia si trovi in posizione centrale al nido, con i 2 diaframmi alle estremità.

Molti sono gli apicoltori che invernano, sempre che lo facciano, con un solo diaframma, spostando i telaini su uno dei lati dell’arnia. Quando però in primavera si riaprirà l’arnia, i primi telaini vicini alla parete saranno ammuffiti e bagnati di umidità e con polline andato a male. Qualora una famiglia avesse più di 3-4 telaini con abbondante polline, è consigliabile non lasciarli tutti nella stessa famiglia, ma prelevarne qualcuno per immetterlo in quelle famiglie che non ne hanno affatto o ben poco. Abbiate l’accortezza di lasciare in mezzo al nido telaini con tante celle vuote, ma incorniciate di miele sui tre lati. Con queste celle vuote le api avranno un appoggio ben saldo per la formazione del glomere e in primavera le celle verranno utilizzate dalla regina per la sua deposizione.

Ultimata la sistemazione dei telaini, non rimane che riposizionare il coprifavo, facendo attenzione che non vi siano spifferi e tutto il caldo rimanga alla sommità del nido. Eventualmente sigillate le fessure con del nastro isolante. Un vecchio detto asserisce:«Le api vogliono testa calda e piedi freddi».

Utilizzate lane o pile di cuscini da collocare sotto il coperchio per il mantenimento della temperatura, nella parte alta dell’arnia evitandone il raffreddamento. Questo materiale isolante consentirà anche di mantenere caldo il candito che andrete a collocare durante l’inverno per la nutrizione invernale, in quanto in questo modo le api saranno in grado di trasmettere il calore del glomere anche al nutrimento, che sarà quindi più assimilabile e digeribile.

Molto importante è la valutazione delle scorte, perché la morte per fame è molto frequente. Accertarsi che siano disponibili scorte di miele in almeno due telai. Nel mese di novembre somministrare del candito anche in piccole quantità per poter valutare le necessità di nutrimento e la forza delle famiglie attraverso il consumo di alimento, che sarà possibile controllare soltanto alzando il tetto dell’arnia. Da gennaio il nutrimento solido dovrà essere sempre disponibile per le api al fine di garantire la ripresa primaverile. Ricordiamo ancora che il candito verrà coperto con del materiale isolante (lana, pile, polistirolo ecc.) in modo che il calore prodotto dalle api lo mantenga morbido e facilmente utilizzabile.

A questo punto non rimane che infilare un listello sotto la parete posteriore dell’arnia in modo da darle una certa pendenza in avanti, consentendo così l’evacuazione automatica della condensa interna che si verifica specie in febbraio-marzo a causa dell’aumento della temperatura nell’abitacolo, dovuto alla deposizione della regina. La riduzione a 10 cm dell’apertura della porticina è consigliata soltanto per il periodo novembre-dicembre, quando il glomere è compatto per le temperature esterne. Già da gennaio è consigliabile aprire completamente la porticina per garantire una efficacie ventilazione con conseguente riduzione dell’umidità interna.

Infine ricordate di conservare correttamente in magazzino i telai che avete prelevato. Andranno collocati in armadi ermeticamente chiusi praticando il trattamento antitarma.

Franco Gatti Medico veterinario dell’Apss

Info Redazione

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Un commento

  1. Ciardullo Francesco

    Molto interessante mi è piaciuto

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