domenica , 27 Novembre 2022
Sezione di un favo stampato

Ad Apimondia 2013 “I favi stampati”

favo4L’apicoltura dell’est Europa ha una lunga tradizione. Gli inverni lunghi e rigidi, con temperature anche da – 20 C°, costringono gli apicoltori ad adottare metodiche che a noi italiani, soprattutto del sud, possono sembrare esagerati.

Ad esempio, nella fase di invernamento, gli alveari sono letteralmente impacchettati con materiale isolante di vario genere, oppure sono spostati dentro capannoni industriali. Con il freddo che la fa da padrone per quasi tutto l’anno e con raccolti brevi è chiaro che l’apicoltura cerca di dotarsi di mezzi idonei per fronteggiare tali problematiche.

Un esempio è il favo costruito (stampato) in pura cera presentato ad Apimondia da un’azienda Ungherese.

Stampi in silicone permettono di avere favi già pronti all’uso per essere inseriti in un telaino armato come un normale foglio cereo.

favo_3L’azienda Ungherese intende commercializzare il prodotto, nell’Europa occidentale, tramite un rivenditore francese specializzato. La stessa azienda è però disponibile a lavorare anche partite di cera superiori ai 4 q.li. Gli stampi delle celle hanno misure predefinite ma possono essere fatti con le misure volute ad un costo di circa 2/3.000 euro.

Anche se in Italia, soprattutto meridionale, non ci sono grandi problemi per la costruzione dei fogli cerei, il favo stampato è un articolo che comunque può tornare molto utile. Nell’operazione dell’asportazione di covata o preparazione di nuclei con le api nude, ad esempio, avendo a disposizione favi già costruiti è possibile operare anche in ambienti con scarso raccolto per far crescere bene il nuovo nucleo recuperando così tempi e costi.

Agr. Antonio Carrelli Cell. 368.3390275 Consulenza Apistica (tecnico APAS CAMPANIA – UNAAPI)

Info Antonio Carrelli

Agr. Antonio Carrelli Cell. 368.3390275. Consulenza Apistica (tecnico APAS CAMPANIA – UNAAPI)

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