mercoledì , 30 Novembre 2022
L'orfanità della colonia
Fonte immagine: la Stampa

L’orfanità della colonia

Se invece durante il controllo della famiglia orfana si notano uova deposte in modo irregolare, le uova sono sparse sul telaino di covata femminile, oppure vi sono cellette che contengono molte uova (anche 5 o 6 per celletta) ci troviamo in presenza di un alveare con una o più api fucatrici .

In questa ipotesi è sconsigliabile unire la famiglia orfana con una famiglia con regina. Ad una attenta osservazione l’apicoltore potrebbe anche individuare l’ape fucatrice se è attorniata dalla corte delle altre api. Ma se vi sono più api fucatrici è abbastanza difficile riuscire ad individuarle. Per non perdere completamente tutto, è utile spostare l’alveare lontano dagli altri, sicuramente vicino all’alveare orfano ve ne sono sicuramente altri. A questo punto si allargano gli alveari vicini disponendoli nel punto in cui era posizionata la colonia orfana. Le api dell’alveare orfano ritorneranno lentamente al punto in cui si trovava in precedenza l’alveare ed entreranno in un’altra colonia. L’operazione va effettuata in una bella giornata e con raccolto per evitare possibili lotte tra le api. Dopo qualche giorno l’apicoltore scrollerà ad una certa distanza dall’apiario le api rimaste sui favi della colonia orfana. Esse ritorneranno al punto originario in cui era posizionato l’alveare.

Vari fasi di un’unione di una colonia orfana, con altra famiglia con regina, con il metodo del giornale
Particolare della colonia con ape regina, si tratta di un nucleo che ha svernato su 6 telaini.
Non è necessario praticare fori nel giornale, le api provvederanno a rosicchiarlo.
Si procede a posizionare la parte del nido di un’arnia con fondo mobile.
Al termine dell’inserimento dei telaini della colonia orfana si utilizza un poco fumo.

L’eventuale presenza di una o più api fucatrici non dovrebbe creare problemi in quanto è molto più difficile che le api o l’ape fucatrice sia in grado di ritornare al punto in cui si trovava l’alveare. In ogni modo verrebbe eliminata dalle guardiane della colonia in cui ora entrano le api che in precedenza erano orfane. In ogni modo se in un alveare vi è covata maschile di api fucatrici, anche se la colonia è molto forte, non conviene dare uno o più telaini di covata fresca, con uova fecondate per cercare di far allevare una regina supplettiva da parte della colonia orfana. Le api non costruirebbero i cupolini per cercare di allevare una nuova regina, poiché la stessa ape fucatrice «falsa regina» produce nelle sue ghiandole mandibolari una se pur ridotta quantità di feromoni (acido 90DA) che inibisce le operaie dal costruire cellette per cercare di allevare regine. Anche l’eventuale regina feconda che l’apicoltore volesse dare alla colonia orfana non verrebbe accettata, ma subito uccisa.

L’unica ipotesi in cui l’apicoltore può intervenire per gestire in modo diverso l’orfanità di una colonia, si ha solo se l’apicoltore si rende subito conto che un alveare è orfano, e se questo si verifica durante il periodo della sciamatura; allora l’apicoltore potrà intervenire dando subito alla colonia rimasta da poco orfana un telaino di covata con uova o addirittura un telaino con una celletta reale già perfettamente opercolata con 12/14 giorni di età. Le api orfane da poco tempo accetteranno la celletta reale. L’apicoltore potrà osservare che subito le api inizieranno ad accudire la cella reale. Una settimana dopo questa operazione l’apicoltore controllerà se l’ape regina è nata e se tutto è avvenuto nel migliore dei modi la colonia sarà calma, nes sun segno di nervosismo tra le api. Trascorse altre due settimane si potrà ricontrollare la colonia. La presenza della regina fornita dall’apicoltore sarà visibile per la presenza di coyata. L’operazione si è conclusa sicuramente bene. L’unico handicap è che solo in pochi casi si riesce ad avere risultati positivi ed è necessario avere a disposizione cellette reali proprio in quell’esatto momento.

A molti apicoltori neofiti sarà capitato di trovare, durante una visita nel loro apiario un’arnia vuota, i cui telaini sono parzialmente o completamente distrutti dalla tarma della cera. Non vi sono api o quasi e sono evidenti i resti di covata da fuco sparsa nei favi da operaia. Questa era una colonia quasi sicuramente orfana, ma arrivati a questo stadio non si può fare molto, se non togliere l’arnia, facendo molta attenzione che non vi siano i sintomi anche di patologie infettive. Dopo i controlli del caso ed una energica pulitura l’arnia potrà essere riutilizzata per ospitare un’altra colonia.

Manlio Casella
Fonte: l’Ape nostra Amica anno XVII n.2

Info Redazione

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