mercoledì , 30 Novembre 2022
invernamento delle colonie
Foto di Pasquale Angrisani

L’invernamento delle colonie

Per invernamento delle colonie s’intendono tutte le operazioni indispensabili per preparare le famiglie ad affrontare al meglio le insidie della stagione fredda. Per il raggiungimento di questo risultato è indispensabile aver effettuato attente visite valutative dei nostri alveari, che ci permettano di eseguire le operazioni più opportune secondo i bisogni specifici di ogni famiglia. Durante queste visite, effettuabili nei mesi di ottobre – novembre in giornate soleggiate e con temperature non inferiori a 15° C, è necessario quindi valutare le condizioni generali e più in particolare:

  1. la presenza e le condizioni della regina;
  2. la popolosità dell’ alveare;
  3. il livello delle provviste;
  4. gli eventuali sintomi di patologie.

La popolosità dell’alveare va valutata osservando l’estensione della famiglia sui favi. In genere, ma il dato è indicativo e può variare a seconda della gestione e delle diverse condizioni climatiche, le api devono estendersi su almeno 6 favi, limite al di sotto del quale si rende necessaria la riunione con altre famiglie deboli. Nella riunione è necessario sacrificare una regina: sceglieremo quella che si è dimostrata meno produttiva durante la stagione appena trascorsa, valutando tutti gli aspetti indicativi del caso, come ad esempio l’età. Una causa probabile della scarsa popolosità, che porterà necessariamente alla riunione, potrebbe essere l’orfanità della famiglia, che va accertata prima che fenomeni di saccheggio spopolino completamente l’alveare. All’interno di uno stesso apiario opereremo quindi riunioni e spostamenti di favi portando tutte le famiglie ad una popolosità accettabile, pur riducendo il numero totale delle famiglie. Questa operazione, detta bilanciamento, eviterà eventuali fenomeni di saccheggio ed uniformerà le modalità di intervento da parte dell’apicoltore, anche in occasione del trattamento risolutivo antivarroa in assenza di covata.

Riguardo al livello delle provviste disponibili all’interno del nido è necessario che siano presenti adeguate rose di scorte nella parte superiore dei favi centrali e un paio di favi completamente occupati dal miele ai lati dei favi coperti dalle api. Lasciare più favi colmi di miele ai lati del nido non è di nessuna utilità alle api, che difficilmente con temperature rigide riescono a muoversi tanto da raggiungerli. I favi in esubero vanno tolti e destinati a famiglie con scarsità di scorte, proseguendo quindi l’operazione di bilanciamento, o messi da parte per il successivo utilizzo in primavera. Le famiglie così bilanciate, con almeno 6 favi completamente coperti di api e scorte alimentari sufficienti, vanno poi arginate con diaframmi, togliendo quindi i favi vuoti non coperti dalle api.

L'invernamento delle colonieIn caso di carenza di cibo all’interno del nido e non avendo a disposizione favi di miele per ripristinare le scorte, è necessario somministrare una nutrizione a base di sciroppo zuccherino o candito, a seconda della temperatura e della possibilità delle api di uscire in volo per scaricarsi. Lo sciroppo non va assolutamente somministrato con temperature inferiori ai 15° C, ma ben si presta nel periodo autunnale quale alimentazione di soccorso per permettere alle api di immagazzinare scorte per l’inverno. La somministrazione può iniziare durante le visite d’invernamento e protrarsi per una ventina di giorni o più, regolando dosaggio e tempi secondo i bisogni delle famiglie. Un’attenzione particolare nella somministrazione è necessaria a causa del pericolo di saccheggio: alimentare le api verso sera, rapidamente e senza spargere sciroppo nei dintorni delle arnie sono attenzioni necessarie. La somministrazione di candito solido durante l’inverno, invece, si caratterizza come alimentazione di mantenimento e permette di ritardare la necessità delle api di acquisire nuove provviste senza stimolare in alcun modo le api ad effettuare voli di scarico all’esterno. Normalmente, una volta bilanciate le scorte presenti nelle colonie durante le visite di invernamento, è prassi somministrare del candito, specie al nord e nelle zone altimetricamente elevate. Kg. 2 di candito permettono di ritardare di almeno un mese la necessità delle api di acquisire nuove provviste; quando tutto il nutrimento sarà stato consumato e le api ancora non volano per il freddo, potremo ripetere la somministrazione. Esistono in commercio diversi tipi di canditi proteici ottenuti dalle barbabietole da zucchero arricchiti con lievito di birra spento come fonte proteica.

Un’ altra operazione fondamentale da effettuare in apiario in occasione delle visite di invernamento è il controllo sanitario delle famiglie. Le api adulte che osserviamo in questo periodo, caratterizzato dall’ assenza di covata o dalle ultime rose nascenti di covata opercolata, sono le stesse che ritroveremo in primavera con il delicato compito di avviare la nuova annata nutrendo la covata primaverile. Di qui l’importanza della consistenza della popolazione e dell’ assenza di patologie quali l’infestazione da varroasi o pesti e similpesti. Il trattamento antivarroa in assenza di covata è necessario quale logico completamento della strategia di lotta alla varroa iniziata con il trattamento tampone estivo e va effettuato con cura e scrupolosità secondo le avvertenze indicate dalle ASL e dalle Associazioni apistiche tramite gli esperti. E’ importante non lasciarsi ingannare dall’assenza visiva dell’acaro o dalla popolosità abbondante delle famiglie e intervenire comunque.

La presenza di sintomatologie particolari, riscontrabili con la visita accurata di tutti i favi, va affrontata tempestivamente, ricorrendo se necessario ai Servizi Veterinari delle ASL o agli esperti apistici delle Associazioni.

L'invernamento delle colonieUn accenno alla coibentazione delle arnie è poi d’obbligo, poiché troppo spesso si vedono stravaganti quanto inutili coperture delle arnie, con il rischio reale di impedire la naturale traspirazione della famiglia aumentando il pericolo d’insorgenza del nosema. Il calore, come è noto, va verso l’alto e dall’ alto occorre impedire che si disperda. A questo scopo un paio di vecchi stracci o maglioni tra il coprifavo e il coperchio in lamiera saranno economici e efficaci. E’ possibile anche utilizzare nella stessa posizione lastre di polistirolo espanso, sagomandolo nella maniera opportuna per poter somministrare liberamente candito o sciroppo in primavera.

Riassumiamo brevemente i requisiti indispensabili alle famiglie d’api per trascorrere al meglio l’inverno, con la raccomandazione di intervenire in modo corretto anche usufruendo dei servizi di assistenza tecnica messi a disposizione degli apicoltori da parte delle Associazioni  apistiche:

  1. Le api adulte devono estendersi su almeno 6 favi;
  2. I favi occupati dalle api non devono essere completamente occupati dal miele, ma devono presentare almeno i 2/3 di cellette vuote;
  3. Le api regine devono essere giovani; regine non efficienti vanno sostituite prima dell’invernamento;
  4. La scorta alimentare deve essere sufficiente e facilmente accessibile alle api;
  5. L’alveare deve essere in posizione soleggiata e asciutta (requisito indispensabile tutto l’anno);
  6. La temperatura all’interno dell’alveare deve mantenersi mite senza impedire la naturale traspirazione del legno.

Nei mesi di dicembre e gennaio si possono limitare le visite in apiario ad un rapido ma attento controllo dell’aspetto esterno degli alveari, eliminando se necessario gli elementi in grado di ostruire l’entrata di volo, come neve in montagna o cumuli di api morte, specie nelle zone lacustri in conseguenza di attacchi di nosemiasi. Un fenomeno simile può essere causato dalla presenza di roditori che, riusciti ad entrare nell’arnia, ne ostruiscono l’ingresso con i residui di cera, api e fieno derivanti dalla costruzione del nido; in questo caso è necessario eliminare l’intruso e ripulire l’entrata e il fondo dell’arnia servendosi di un bastoncino, evitando accuratamente di disturbare il glomere.

Dicembre, gennaio e febbraio sono infine i mesi più adatti per svolgere quei lavori che possiamo definire “di magazzino”, approfittando del tempo libero dato dall’assenza di continui interventi in apiario per predisporre il materiale che servirà agli inizi dell’ annata apistica. E’ il periodo più opportuno per predisporre o acquistare i telai, a seconda delle capacità e del tempo di cui possiamo disporre, predisponendo o acquistando i singoli listelli da inchiodare o acquistando il telaio già pronto da infilare. L’acquisto va fatto calcolando l’effettiva necessità di nuovi telai, in relazione al numero delle famiglie, al numero dei favi vecchi o malandati ancora presenti, all’ opportunità o alla volontà di creare nuove famiglie, ivi compresi gli sciami naturali. Ai telai, una volta completati con il filo stagnato, aggiungeremo il foglio cereo solo più tardi, al momento dell’utilizzo, per evitare danneggiamenti e facilitare l’immagazzinamento.

In magazzino, in laboratorio o comunque nel luogo destinato da ognuno ad ospitare il materiale e l’attrezzatura necessaria per l’attività apistica, è quindi tempo d’inventario e approvvigionamento, in preparazione della nuova stagione produttiva.

Giacomo Lorandi
Fonte: Apinforma anno VIII n.5

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