venerdì , 24 Settembre 2021
Prova dello stecchino su favo colpito da peste americana

La peste americana

Caratteristiche generali
La Peste americana (in inglese American foulbrood) è una malattia che colpisce la covata delle api da miele, Apis mellifera (Figura 1). Si tratta di una tra le più importanti patologie delle api, è diffusa a livello globale ed è causata dal batterio Paenibacillus larvae, il quale può provocare la morte dell’intera colonia. I danni determinati dalla malattia sono molto ingenti, a causa dell’elevata contagiosità e della facilità di diffusione. Per tali ragioni, l’eventuale presenza di sintomi nella colonia deve essere notificata ad autorità competenti. Il nome di questa patologia animale deriva dal paese in cui è stata identificata e studiata, cioè in America nel 1906. Oltre alla Peste americana esiste anche la Peste europea, meno virulenta per le api italiane (ligustica), ma pericolosa in altre zone del mondo e causata da un differente agente eziologico. Entrambe le malattie sono pericolose solo per le api e non per l’uomo.

Figura 1 – Ape da miele, Apis mellifera. [Carl Dennis, Auburn University, Bugwood.org]

Agente patogeno
L’agente eziologico responsabile della Peste americana è il batterio sporigeno Paenibacillus larvae. Si tratta di un patogeno Gram-positivo a forma di bastoncino e munito di flagelli, appartenente alla famiglia delle Paenibacillaceae. La moltiplicazione di tale batterio avviene attraverso le endospore che ne permettono la diffusione. Queste ultime sono di forma ovoidale, brillanti e dotate di una membrana esterna protettiva che garantisce la sopravvivenza fuori dall’ospite anche per un periodo di tempo superiore ai 30 anni. La germinazione della spora avviene in un ambiente adatto ritrovabile nell’apparato digerente dell’ape. Paenibacillus larvae causa la morte della covata in tempi differenti a seconda della virulenza del ceppo batterico. I ceppi isolati fino ad oggi risultano essere quattro:

Eric I, il più diffuso in Europa e America;
il ceppo Eric II è più virulento, causa la morte delle larve in circa 7 giorni ed è presente solo in alcune zone dell’ Europa;
Eric III è poco diffuso e meno virulento rispetto agli altri;
infine, Eric IV risulta essere virulento tanto quanto Eric II ma non è particolarmente presente.

Sviluppo della patologia
La patologia è pericolosa per la covata di Apis mellifera, benché gli stadi suscettibili siano unicamente le larve, le api adulte possono trasportare involontariamente le spore. Le api nutrici, infatti, spostandosi da una celletta all’altra portano il cibo contaminato alle larve fungendo da vettori. A seguito dell’ingestione della spora da parte della larva, la sua germinazione avviene nel lume dell’intestino medio dopo 12-14 ore. Il batterio si muove nell’emocele e si moltiplica. Solitamente le larve durante le prime ora di vita sono più suscettibili all’attacco di Paenibacillus larvae e muoiono in pochi giorni. A seguito della morte dell’ospite il batterio non trovando più le condizioni ideali di sviluppo si diffonde mediante le spore colonizzando ulteriori larve e l’intera colonia. La diffusione del patogeno da una colonia all’altra può avvenire tramite saccheggi di altri alveari infetti, attraverso miele contaminato o a seguito di interventi dell’apicoltore con materiale infetto.

Condizioni ambientali
La Peste americana non è particolarmente influenzata dalle condizioni ambientali in quanto la spora è fortemente resistente anche a condizioni climatiche avverse, ovvero ad alte temperature e ridotta umidità. Le condizioni di germinazione sono invece determinate non tanto dall’andamento climatico quanto dall’ambiente intestinale delle larve dell’ape, che presenta le condizioni ideali per lo sviluppo del batterio. La germinazione delle spore non avviene nelle api adulte grazie alla conformazione dell’intestino. Solitamente la patologia si manifesta più frequentemente in primavera ed estate a seguito della notevole presenza di covate all’interno degli alveari.

Sintomatologia
Quando la colonia è colpita da Peste americana, gli opercoli dei favi appaiono di colore scuro (Figura 2), le celle sono umide e infossate al centro, si forano ed emettono cattivo odore. Nel lungo periodo si osserva una riduzione del numero di api nella colonia con una covata poco sviluppata a causa della elevata mortalità, ne consegue la presenza di molti opercoli vuoti che creano un effetto detto “a mosaico“. La larva infetta assume colorazione inizialmente giallastra che vira verso il nocciola scuro nella fase terminale della malattia; si decompone rapidamente producendo una sostanza collosa. Dopo 6-7 settimane dalla morte della larva, essa si presenta essiccata e di colore marrone scuro-nero, in questa fase la larva risulta essere particolarmente pericolosa perché contiene una carica batterica elevatissima con la possibilità di diffondere le spore.

Figura 2 – Sintomi di Peste americana. [Fonte: Georgia Department of Agriculture , Bugwood.org ]

Prevenzione, controllo e metodi di lotta
È buona norma svolgere controllo visivo della covata e del favo nella sua interezza, prestando attenzione alle cellette vuote o scure. Per valutare la presenza in campo viene fatta la “prova dello stecchino” (Figura 3): si introduce uno stecchino nella cella sospetta, se il contenuto estratto è composto da tessuti filamentosi riferibili alla larva morta, significa che la colonia è infetta da Peste americana. La presenza del patogeno e la diagnosi vengono fatte tramite microscopia delle larve infette e del miele. Successivamente, i bacilli vengono identificati tramite coltura cellulare e analisi molecolare PCR o RT-PCR. In caso di presenza del patogeno bisognerebbe evitare di diffondere materiali infetti. Il trattamento con antibiotico non è consentito, è necessario distruggere il favo tramite incenerimento.

Figura 3 – Prova dello stecchino con esito positivo alla Peste americana. [Fonte: Wikimedia]

Fonti

  • https://www.izslt.it;
  • https://www.salute.gov.it;
  • https://www.cabi.org;
  • Hansen H., Brodsgaard C. J. (1999). “American foulbrood: a review of its biology, diagnosis and control”. Bee world 80(1): 5-23;
  • Elke Genersch American Foulbrood in honeybees and its causative agent, Paenibacillus larvae. Journal of Invertebrate Pathology 103 (2010) S10–S19.

Fonti immagini:

  • https://unsplash.com, Photo by Boba Jaglicic;
  • https://commons.wikimedia.org;
  • https://invasive.org

Info Redazione

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