giovedì , 2 Luglio 2020
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Lavori del mese di settembre

A settembre le giornate si accorciano; il sole è sempre più basso all’orizzonte; le ombre si allungano e la temperatura diminuisce; tutti questi segnali lasciano presagire l’arrivo della stagione fredda.

Al Nord in questo mese si procede con gli ultimi controlli interni negli alveari, per costatare lo sviluppo delle famiglie che si avvicinano al riposo invernale, pertanto va valutato attentamente la quantità e qualità delle scorte, lo stato sanitario, l’estensione delle api e della covata.

Se si trovano ancora famiglie orfane, ma ancora forte, vanno normalizzate al più presto inserendo regine feconde, mentre le famiglie deboli devono essere riunite ad altre famiglie deboli. Non bisogna mai riunire una famiglia debole con una forte.

La riunione può essere eseguita, se la temperatura è ancora alta, con il metodo del giornale che consiste nel interporre sopra la famiglia con regina un foglio di giornale (avendo l’accortezza di bucarlo con un ago) al di sopra della quale si posiziona la famiglia orfana con tutti i telaini posti in un doppio melario. Le api, nel tentativo di allargare i fori per aggredirsi, si abituano ai loro diversi odori. Mentre, con  temperature basse, poiché le api di famiglie diverse non entrano in conflitto,  tutti i telaini coperti d’api della famiglia orfana vengono spostati vicino ai telaini della famiglia debole senza alcuna precauzione.

E’ sconsigliabile inserire covata fresca e aspettare che la famiglia allevi per induzione una nuova regina, perché essendo la stagione troppa avanzata, non vi sarebbero abbastanza fuchi per fecondarla.

Al nord, se nei mesi precedenti  è stata fatta una nutrizione assai diluita agli alveari, adesso bisogna stimolarli con una nutrizione più densa per dargli la possibilità di fargli accumulare le scorte: fornendo sciroppo di zucchero invertito, che si ottiene facendo bollire per circa mezz’ora 2 Kg di zucchero in un litro d’acqua e aggiungendo 0,3 g. di acido citrico.

Nel frattempo al sud  si inizia una nutrizione abbondante molto diluita fornendo sciroppo di zucchero invertito, che si ottiene facendo bollire per circa mezz’ora 1 Kg di zucchero in un litro d’acqua e aggiungendo 0,3 g. di acido citrico. Si consiglia di far bollire lentamente la soluzione e di mescolarla in continuazione per evitare la caramellizzazione dello zucchero. La nutrizione va svolta: per stimolare la regina a deporre le uova; per creare un’altra generazione di api che dovranno superare l’inverno e prendersi cura della covata nella ripresa primaverile.

Dove il raccolto è finito, si tolgono i melari per la smielatura per poi restituirli alle api per farli asciugare dai residui del miele. La conservazione di questi dovrebbe essere effettuata in un luogo fresco ed asciutto evitando assolutamente l’impiego di prodotti chimici altrimenti utilizzati per contenere lo sviluppo della tarma della cera, allo scopo di evitare sia pur remoti rischi di inquinamento del miele che verrà ospitato nei melari nella successiva stagione attiva.

Se in questo mese piovesse, al Sud si può assistere a una seconda fioritura che può essere di origine vegetale o animale. Questo miele va subito tolto dai melari, perché tende a cristallizzare nei favi e non è adatto come cibo invernale, perché è poco digeribile dalle api.

Da nord a sud, anche se è un po’ tardi, in tutti gli alveari vanno eseguiti i trattamenti tampone contro la varroa, mediante la somministrazione di prodotti evaporanti quando la temperatura si aggira tra 15°C e 30°C, altrimenti si devono utilizzare altri prodotti che non sono influenzati dalla temperatura.

Le porticine vanno ristrette al più presto per evitare l’ingresso negli alveari di topi e altri insetti predatori o commensali delle api.

Al sud se non abbiamo ancora qualche raccolto sporadico i melari che sono stati dati alle api per ripulirli vanno tolti e messi in magazzino e solforati, per proteggerli contro la tarma della cera (Galleria mellonella e Achroia grisella), bruciando dischetti di zolfo o polvere di zolfo acquistabile presso tutti i consorzi agrari.

Pasquale Angrisani
Ultimo aggiornamento: 20/08/2020

Info Pasquale Angrisani

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3 Commenti

  1. Bella descrizione dei lavori mensili molto utile e pratica

  2. “Al nord, se nei mesi precedenti è stata fatta una nutrizione assai diluita agli alveari, adesso bisogna stimolarli con una nutrizione più densa per dargli la possibilità di fargli accumulare le scorte: fornendo sciroppo di zucchero invertito, che si ottiene facendo bollire per circa mezz’ora 2 Kg di zucchero in un litro d’acqua e aggiungendo 0,3 g. di acido citrico.”

    Da una recente ricerca dell’università di Udine ci è stato riferito, a un corso di esperti apistici, che la nutrizione con zucchero sciolto e bollito in acqua con l’aggiunta di acido citrico è assolutamente da evitare e crea solo danni alle api. Si deve solo sciogliere lo zucchero in acqua fredda.

    • Se mettete 100 g di acqua a 20 °C in un recipiente e cominciate ad aggiungere zucchero, alle prime aggiunte questo si scioglierà molto velocemente poi, a mano a mano che aggiungete, sempre più lentamente, sino a quando ne rimarrà una certa quantità indisciolta depositata sul fondo.
      Si dice che la soluzione a questo punto è satura perché non può più aumentare la concentrazione di zucchero disciolto. Lo zucchero si scioglie moltissimo in acqua, però vicini al punto di saturazione e a basse temperature serve molto tempo e un sacco di pazienza perché si sciolga.
      Per questo molte ricette di sciroppi per le api chiedono di portare la soluzione all’ebollizione: per evitare di lasciare indisciolti dei cristallini troppo piccoli per essere visti a occhio nudo.

      Nella tabella potete vedere esattamente quanto zucchero si scioglie a una data temperatura in 100 g di acqua.
      http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2015/11/solubility.jpg

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