venerdì , 21 settembre 2018
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Lavori del mese di settembre

Al Nord in questo mese si procede con gli ultimi controlli interni negli alveari, per costatare lo sviluppo delle famiglie che si avvicinano al riposo invernale, pertanto va valutato attentamente la quantità e qualità delle scorte, lo stato sanitario, l’estensione delle api e della covata.

Se si trovano ancora famiglie orfane, ma ancora forte, vanno normalizzate al più presto inserendo regine feconde, mentre le famiglie deboli devono essere riunite ad altre famiglie deboli. Non bisogna mai riunire una famiglia debole con una forte.

La riunione può essere eseguita con il metodo del giornale se la temperatura è ancora alta, mentre con  temperature basse, poiché le api di famiglie diverse non entrano in conflitto,  tutti i telaini coperti d’api della famiglia orfana vengono spostati vicino ai telaini della famiglia debole senza alcuna precauzione.

E’ sconsigliabile inserire covata fresca e aspettare che la famiglia allevi per induzione una nuova regina, perché essendo la stagione troppa avanzata, non vi sarebbero abbastanza fuchi per fecondarla.

Al nord, se nei mesi precedenti  è stata fatta una nutrizione assai diluita agli alveari, adesso bisogna stimolarli con una nutrizione più densa per dargli la possibilità di fargli accumulare le scorte: fornendo sciroppo di zucchero invertito, che si ottiene facendo bollire per circa mezz’ora 2 Kg di zucchero in un litro d’acqua e aggiungendo 0,3 g. di acido citrico.

Nel frattempo al sud  si inizia una nutrizione abbondante molto diluita fornendo sciroppo di zucchero invertito, che si ottiene facendo bollire per circa mezz’ora 1 Kg di zucchero in un litro d’acqua e aggiungendo 0,3 g. di acido citrico. Si consiglia di far bollire lentamente la soluzione e di mescolarla in continuazione per evitare la caramellizzazione dello zucchero. La nutrizione va svolta: per stimolare la regina a deporre le uova; per creare un’altra generazione di api che dovranno superare l’inverno e prendersi cura della covata nella ripresa primaverile.

Dove il raccolto è finito, si tolgono i melari per la smielatura per poi restituirli alle api per farli asciugare dai residui del miele. La conservazione di questi dovrebbe essere effettuata in un luogo fresco ed asciutto evitando assolutamente l’impiego di prodotti chimici altrimenti utilizzati per contenere lo sviluppo della tarma della cera, allo scopo di evitare sia pur remoti rischi di inquinamento del miele che verrà ospitato nei melari nella successiva stagione attiva.

Se in questo mese piovesse, al Sud si può assistere a una seconda fioritura che può essere di origine vegetale o animale. Questo miele va subito tolto dai melari, perché tende a cristallizzare nei favi e non è adatto come cibo invernale, perché è poco digeribile dalle api.

Da nord a sud, anche se è un po’ tardi, in tutti gli alveari vanno eseguiti i trattamenti tampone contro la varroa, mediante la somministrazione di prodotti evaporanti quando la temperatura si aggira tra 15°C e 30°C, altrimenti si devono utilizzare altri prodotti che non sono influenzati dalla temperatura.

Le porticine vanno ristrette al più presto per evitare l’ingresso negli alveari di topi e altri insetti predatori o commensali delle api.

Al sud se non abbiamo ancora qualche raccolto sporadico i melari che sono stati dati alle api per ripulirli vanno tolti e messi in magazzino e solforati, per proteggerli contro la tarma della cera.

Pasquale Angrisani

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Un commento

  1. Bella descrizione dei lavori mensili molto utile e pratica

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