lunedì , 27 Giugno 2022
Lavori del mese: giugno

Lavori del mese: giugno

Vediamo anche in questo mese quali consiglio posso dare ai nostri amici apicoltori.
Anzitutto faccio una premessa: non intendo insegnare l’apicoltura, magari a chi ha qualcosa da insegnare a me, ma ritengo utile scrivere soprattutto per portare delle esperienze fatte.

Anche quest’anno abbiamo avuto una primavera travagliata con un buon inizio di stagione nel mese di aprile, nella seconda metà del mese i più preparati mettevano già i melari, ma con maggio freddo e piovoso che ha ritardato lo sviluppo dei nidi e ha favorito malattie quali: il nosema, il mal nero e le diarree.

Malgrado tutto non perdiamoci d’animo, abbiamo davanti ancora la fioritura dei prati e il sottobosco che ci aiuteranno, con il tempo favorevole, a riempire i melari e anche i nidi, sempre se i nostri alveari saranno ben forniti di api, in buona salute e muniti di regine giovani.

A questo proposito, è il mese di giugno il periodo favorevole per preparare il proprio piccolo allevamento di regine, non è una cosa molto difficile, sono sufficienti buona volontà ed un minimo di attrezzatura. In questo periodo è ancora facile (benché la sciamatura sia finita) trovare alveari che allevano celle reali, altrimenti basta levare per qualche tempo il telaino con la regina ad un alveare senza melario e collocarlo in un’arnietta da nuclei accompagnata da qualche telaino di scorta.

Nell’alveare così orfanizzato le api, avendo a disposizione larve molto giovani e uova, provvederanno subito a ricavare diverse celle reali. Dopo un controllo le lasceremo dentro l’alveare per almeno 10 – 12 giorni. Trascorso questo periodo possiamo prelevarle e innestarle nei nuclei possibilmente protette con salvacella o avvolte in carta stagnola lasciando aperta la parte terminale; questo per evitare la distruzione e facilitare l’accettazione delle celle da parte dei nuclei.

Rimozione telaino da uno sciame
Foto di Antonio Angrisani

I nuclei dovranno essere stati preparati qualche giorno prima prelevando anche da alveari diversi un telaino con covata opercolata matura, uno con scorte di polline e miele e uno con covata mista sul quale innesteremo la cella reale nella parte anteriore e centrale; naturalmente i favi dovranno essere coperti di api, facendo attenzione a non prelevare le regine. Gli alveari donatori non si accorgono nemmeno del prelievo, basta mettere un diaframma o un favo vuoto, non temere, le api non scendono dal melario.

Per questa operazione si possono usare arnietta da 4 o 5 favi fatte appositamente, oppure arnie da 10 divise in due parti con diaframma ermetico.
La stessa operazione si può fare con alveari già a melario. Si effettua così il blocco della covata e, non avendo per il momento larve giovani da nutrire, avremo molte bottinatrici in più, con grande vantaggio di importazione. Dopo il prelievo delle celle reali si restituirà il favo con la vecchia regina oppure si lascerà una cella reale nel nido. Le regine che nasceranno dentro i nuclei verranno usate per sostituire le vecchie, riunendo più tardi il restante formando così una famiglia forte da invernare. In queste operazioni è consigliabile usare sempre un pizzico di canfora per facilitarne l’accettazione.

Quando si metterà il secondo melario si possono far costruire favi da nido. Si tolgono due favi in ogni melario, uno sopra l’altro, e si mettono due fogli cerei da nido che verranno costruiti e riempiti di miele. Dopo la smielatura li metteremo in magazzino e saranno molto utili la primavera successiva.

La raccolta del polline continua alacremente in questo mese con la fioritura dei prati. Controllare di tanto in tanto la quantità di polline presente dentro l’alveare, se scarseggia togliere le trappole per qualche giorno altrimenti si rischia di arrivare all’invernamento con poche scorte ricche di vitamine e proteine. Le api hanno bisogno di polline e miele, con lo zucchero si possono solo aiutare nei casi estremi.

Francescatti Pietro

Info Redazione

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