martedì , 28 Novembre 2023
Le buone pratiche apistiche

Le buone pratiche apistiche

Sulla base delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche del settore, si è cercato di sintetizzare 35 punti che si devono mettere in pratica per le buone pratiche apistiche indipendentemente dal fatto che siamo appena agli inizi, che abbiamo una certa esperienza o che svolgiamo l’attività da molti anni.

Seguire questi punti ci permette di migliorare il benessere animale, la lavorazione del miele e  rendere l’attività apistica più redditizia. Tuttavia, dobbiamo capire che l’apicoltura è un’attività altamente dinamica e che richiede una conoscenza generale dell’apicoltura, ma anche una conoscenza specifica legata alla razza o all’ibrido con cui lavoriamo, alla posizione geografica, al microclima locale, all’abbondanza o alla scarsità delle risorse e molti altri fattori.
Ecco in sintesi i punti:

1. Ubicare gli apiari in zone facilmente raggiungibili, in luoghi soleggiati in inverno, ombreggiati in estate, non umidi, non esposti ai venti freddi e non soggetti a fonti di inquinamento ambientale (ad esempio, zone fortemente vocate per l’agricoltura intensiva o fortemente industrializzate);
2. Non superare il numero di 40 – 50 alveari/apiario;
3. Distanziare gli alveari tra loro di 30 – 40 cm per favorire riunioni delle famiglie e prevenire i fenomeni di deriva;
4. Inclinare leggermente in avanti le arnie per favorire la fuoriuscita di acqua eventualmente entrata e l’allontanamento delle api morte;
5. Sollevare gli alveari da terra circa 40 cm per evitare l’entrata di insetti/animali/acqua e per assicurare una condizione più comoda dell’apicoltore durante la visita in apiario;
6. Orientare la porticina di volo delle api a sud/sud-est per evitare l’esposizione a venti freddi;
7. Alternare arnie di colore diverso e/o realizzare disegni/forme/colori diversi sul frontalino ed evitare di posizionare troppi alveari su una stessa fila, per diminuire i fenomeni di deriva;
8. Effettuare un’attenta selezione dei fornitori;
9. Rispettare un periodo di quarantena per tutte le introduzioni di nuovi sciami e famiglie in apiario;
10. Identificare gli alveari mediante codice aziendale e numerazione progressiva;
11. Verificare, nel corso dell’anno, lo stato di salute degli alveari e registrare le eventuali anomalie ricercandone la causa, anche ricorrendo al supporto di personale qualificato ed alle analisi di laboratorio;
12. Adottare tecniche per il monitoraggio e il controllo della varroatosi:
• effettuare i trattamenti quando previsti, su tutti gli alveari di ogni apiario e, dove possibile, contemporaneamente agli altri apicoltori della zona;
• utilizzare sempre medicinali veterinari autorizzati;
• praticare, su indicazione del medico veterinario, una rotazione dei medicinali veterinari autorizzati;
• utilizzare arnie con fondo a rete antivarroa;
• monitorare il livello d’infestazione verificando, a campione, la conta della caduta di varroa;
• utilizzare anche la lotta integrata ricorrendo al blocco della covata, all’asportazione della covata maschile, etc.;
13. Utilizzare correttamente medicinali veterinari, come indicato dal foglietto illustrativo; registrare i trattamenti effettuati e gli alveari trattati;
14. Sostituire regolarmente i favi (almeno 3-4 favi per alveare/anno);
15. Sostituire regolarmente le regine (al massimo ogni 2-3 anni);
16. Adottare opportune tecniche per la selezione di regine che manifestano, nella specifica realtà ambientale (altitudine e temperatura) di ciascun allevamento, caratteri di resistenza alle malattie, comportamento igienico, docilità, bassa tendenza alla sciamatura ed elevata produttività;
17. Verificare l’etichettatura ed il tipo di alimenti somministrati alle api;
18. Utilizzare acqua potabile per l’alimentazione delle api (es. nella produzione di sciroppo zuccherino);
19. Lasciare a disposizione acqua da bere alle famiglie nei periodi particolarmente caldi e curare la nutrizione delle api in caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli (es. durante il periodo invernale, oppure in caso di primavere fortemente piovose);
20. Non somministrare miele alle api, il miele potrebbe costituire un veicolo di infezioni;
21. Prevenire fenomeni di saccheggio:
• non tenere in apiario famiglie indebolite e quindi predisposte ad essere saccheggiate;
• effettuare la manutenzione delle arnie;
• quando necessario, ad esempio alla fine del periodo di raccolta nettarifera, riposizionare le porticine di entrata con accesso ristretto;
22. Effettuare un buon invernamento delle famiglie: ridurre il numero dei telaini, inserire il diaframma, inserire il cassettino diagnostico, ridurre l’apertura della porticina, alimentare se necessario, etc.);
23. Fare un utilizzo moderato dell’affumicatore (per il benessere delle api e per evitare rischi di residui nel miele);
24. Utilizzare l’escludiregina;
25. Verificare la non tossicità delle vernici e di tutte le sostanze destinate ad entrare in contatto con le api (es. disinfettanti, trattamenti chimici per il legno, etc.);
26. Non trasferire favi da una famiglia ad un’altra (es. in caso di livellamento della forza) se non si è certi dello stato sanitario degli alveari;
27. Effettuare il periodico sfalcio dell’erba davanti agli alveari per garantire un facile accesso delle api all’entrata dell’alveare e per evitare l’introduzione di animali estranei nell’arnia;
28. Tenere in modo ordinato l’apiario e non lasciare incustodite attrezzature vecchie o infette;
29. Curare la pulizia dell’abbigliamento e del materiale apistico in genere;
30. Effettuare la necessaria manutenzione e, quando necessario, rinnovare il materiale apistico avendo cura di eliminare arnie e materiali vecchi, non più funzionali o infetti;
31. Separare gli alveari malati da quelli sani;
32. Eliminare, se necessario, le famiglie malate e allevare solo famiglie sane e forti;
33. Alimentare/riunire le famiglie deboli o sprovviste di scorte valutando attentamente l’opportunità di tali interventi;
34. Raccogliere il miele solo quando sufficientemente disidratato dalle api (almeno 3/4 delle celle opercolate) ed evitare la sua contaminazione con sostanze repellenti;
35. Richiedere l’assistenza veterinaria e personale qualificato.
Le misure sopra elencate dovrebbero fornire all’apicoltore gli elementi di riferimento per migliorare la propria attività, la gestione e lo stato sanitario degli alveari.
Buon Lavoro.

Info Redazione

Guarda anche

Il calendario dell'apicoltore: novembre

Il calendario dei lavori: novembre

Anche quest’anno novembre è arrivato con le sue giornate brumose e corte con poche ore …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.