martedì , 5 Maggio 2026
Nocciolo (Corylus avellana), amenti maschili e fiore femminile

Il calendario dei lavori: gennaio

È tempo questo anche di cominciare a preparare il candito per chi lo vuole fare in casa. Se verso la fine del mese c’è qualche famiglia bisognosa si può cominciare la nutrizione per bisogno, consiglio in questo caso di usare il nutritore baravalle togliendo l’umbone, basta coprirlo bene e le api, a seconda del bisogno e della temperatura, se ne serviranno senza nessun pericolo, non usare assolutamente soluzione liquida poichè è ancora troppo presto e potrebbe provocare umidità pericolosa, non essendo ancora le api in grado di uscire tutti i giorni per la trasformazione e la deiezione.

Prima però di cominciare a nutrire è importante controllare la consistenza delle scorte e questo lavoro è facilitato se ci sono i fondi a rete; non occorre infatti aprire l’arnia, basta invece estrarre il cassetto e sul fondo si legge l’esatta consistenza delle scorte. Se ad esempio abbiamo invernato su 6-7 telaini con buone scorte, a gennaio dovremmo osservare sul fondo la caduta di scorie degli opercoli in corrispondenza di 2 al massimo 3 telaini centrali e nella parte anteriore in corrispondenza del glomere; se le scorte arrivano fino in fondo al cassetto vuoi dire che il consumo è stato elevato e allora è bene controllare, se poi si allarga su 4-5 telaini bisogna correre ai ripari con la nutrizione, pena la perdita della famiglia per fame. È importante sapere esattamente su quanti telaini si è invernato e con quale consistenza di scorte, tenendo presente che verso la metà di gennaio devono essere state consumate circa un terzo delle scorte autunnali, in quanto è da questo periodo in poi che aumenta il consumo, in coincidenza con i primi fiori bottinati e l’inizio di attività delle api e di deposizione da parte delle regine.

Non è raro trovare nelle zone più riparate un inizio di covata a gennaio, ho visitato più volte alveari verso il 10 di gennaio e ho visto famiglie con presenza di rose di covata anche su 2 telaini, già sufficiente per un buon sviluppo che può essere poi incrementato con nutrizione a base di candito.

In caso di bisogno indispensabile si possono aiutare le famiglie anche con telaini graffiati su un solo lato, quello rivolto verso il glomere, ma è bene stare attenti perchè si deve aprire l’arnia e spostare i favi con il rischio di mettere in moto tutta la complessità del glomere e la conseguente perdita di molte api e raffreddamento del nido. Per questa operazione vi consiglio di aspettare febbraio quando le giornate sono più tiepide, per ora si può sopperire con un po’ di candito ben coperto.

Calendario dei lavori: gennaio
Alveare opportunamente nutrito con candito

Verso la fine di gennaio si può azzardare anche qualche visita usando però qualche precauzione. Anzitutto bisogna sapere cosa si vuole vedere o controllare sulle famiglie per non perdere tempo inutile, importante è non usare assolutamente fumo poichè si rischierebbe di rompere il glomere e mettere in volo inutilmente molte api con gravi perdite; prepararsi una coperta da mettere sopra l’arnia aperta, si sposta la coperta prima da destra e poi da sinistra o viceversa scoprendo solo i favi che interessano; se si sollevano favi dove c’è il glomere estrarli solo fino a metà e molto lentamente, controllare se c’è presenza di covata che si troverà sempre sul favo centrale, osservare la consistenza delle scorte, non spostare i telaini e non graffiarli perchè è troppo presto. Le visite in gennaio devono essere brevissime e non devono essere fatte su tutto l’apiario ma solamente per qualche alveare sospetto o anche a campione e deve essere compiuta in una giornata favorevole di sole e senza vento, verso mezzogiorno quando la temperatura è più mite.

Questo periodo è favorevole anche per chi dovesse fare spostamenti in apiario: succede a volte che si debba avvicinare o allontanare qualche arnia per vari motivi, sappiamo anche che le api quando escono hanno la tendenza a ritornare sempre allo stesso posto anche se non c’è l’arnia, pertanto l’operazione è piuttosto delicata se non si vogliono perdere tutte le bottinatrici che, non trovando la propria casa, entrerebbero nelle arnie vicine e verrebbero difficilmente accettate se prive di carico. Per evitare questi inconvenienti. si deve operare con cautela, prima di tutto predisporre il posto senza troppi rumori o scossoni, poi chiudere bene la porticina anche con nastro adesivo, basta lasciare il cassetto sotto aperto qualche centimetro per l’areazione, sollevare l’arnia senza scosse, magari facendosi aiutare da qualcuno, a questo punto prima di metterla al nuovo posto girarla su sè stessa 2-3 volte a destra e 2-3 volte a sinistra per poter in questo modo riuscire a confondere parte dell’orientamento delle api. Possibilmente fare questa operazione in giornate coperte o piovose in modo che non ci siano api in volo, lasciare chiuse le porticine per 3 giorni, che si possono poi aprire tranquillamente di mattina per dar modo alle api uscenti di orientarsi al nuovo posto.

Controllare che il nutritore contenga circa un quarto di chilo di candito e se la stagione è un po’ avanzata si può usare un po’ di liquido. È necessario infatti che le api abbiano nei giorni di clausura forzata qualche cosa di umido da assorbire, serve inoltre a tenerle più calme dentro l’alveare chiuso.
Ouesto periodo è favorevole per gli spostamenti anche per la mancanza o perlomeno scarsa presenza di covata e anche se si perde qualche bottinatrice non si rischia mortalità di covata per raffreddamento.

Spostare le famiglie a primavera sarebbe più difficile a meno che il nuovo posto sia dislocato a più di sei chilometri in linea d’aria; si creerebbero infatti dei gravi ritardi nel raccolto e scompenso di famiglie, in quanto le bottinatrici cariche di scorte vengono accettate volentieri dalle famiglie vicine e quelle spopolate subirebbero notevoli ritardi di sviluppo e a volte molta mortalità di covata se la stagione non è favorevole, provocando magari saccheggi e propagazione di malattie,

Auguro a tutti voi e famiglie un felice anno nuovo e buon lavoro apistico.

Francescatti Pietro

Info Redazione

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